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Il disagio esistenziale e il romanzo Una vita di Italo Svevo

Lezione scolastica quinta liceo
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Abolite le lauree honoris causa! - di Gennaro Capodanno

"Il Papa non accetta onorificenze", la risposta di papa Bergoglio,  rappresenta anche l'occasione per riprendere la discussione su un titolo di studio onorifico datato, anomalo e, in definitiva, da abolire. Mi riferisco alla laurea honoris causa. Datato in quanto risale a un regio decreto del 1933, il n. 1592,  all'art. 169 del quale si legge: "La laurea ad honorem può essere conferita soltanto a persone che, per opere compiute o per pubblicazioni fatte, siano venute in meritata fama di singolare perizia nelle discipline della Facoltà o Scuola per cui è concessa". Anomala perché, che mi risulti, l'Italia è uno dei rari paesi al mondo a rilasciare questo tipo di onorificenza. In altre nazioni il riconoscimento, per i motivi summenzionati, avviene con il conferimento del titolo di "dottore di ricerca" honoris causa a persone già in possesso della laurea, conseguita a seguito di un regolare percorso di studi. Da abolire perché crea decisamente u…

Il bullismo provoca danni gravissimi ed incancellabili sui ragazzi più miti - di Gennaro Iasevoli

Bisogna pretendere sempre il completo risarcimento per dissuadere nuove aggressioni criminali. Il bullismo non è una malattia che si trasmette, né un problema difficile da interpretare, ma soltanto un comportamento di singoli ragazzi, anche se nati mentalmente sani, che nel loro ambiente extrascolastico “lentamente sono stati portati alla furbizia” consapevolmente od inconsapevolmente, talvolta, dai genitori, amici o parenti. Il bullismo pertanto nasce da un’intelligenza che ad un tratto si blocca (perché fattorialmente incompleta, in assenza di adeguate stimolazioni culturali e morali) e comincia ad esprimere solo furbizia, sfruttando le disgrazie degli altri in proprio vantaggio, oppure per divertirsi cinicamente. Molti psicologi e scienziati, (ed altrettanti docenti scolastici) sanno che, chi usa la furbizia al posto dell’intelligenza, purtroppo si gioca le migliori capacità umane (tra cui il senso dell’onestà, il senso della cooperazione, il senso della scoperta scientifica) e proc…

Aldo Bonet, Il Talete non detto da Platone. Alcune considerazioni a partire da un libro di Livio Rossetti

Aldo Bonet, Il Talete non detto da Platone. Alcune considerazioni a partire da un libro di Livio Rossetti, in Andrea Muni (a cura di), Platone nel pensiero moderno e contemporaneo, vol. VII, Limina Mentis Editore, Villasanta (MB), luglio 2016, capitolo 10, pp. 139-200 - pp. 245- ISBN: 978-88-99433-39-0.

https://www.academia.edu/31334907/IL_Talete_non_detto_da_Platone._Alcune_considerazioni_a_partire_da_un_libro_di_Livio_Rossetti 


Il lavoro è un confronto tra la mia ipotesi e l'ipotesi (errata e da me metodicamente criticata nel capitolo 10) di Livio Rossetti .

La mia ipotesi su come Talete riuscì a calcolare il numero divino (mediante il metodo indiretto della doppia eclissi da me ricostruito) è quella giusta poiché meglio integrata con tutte le testimonianze e anche perché nessuno prima ha riflettuto sul fatto che Talete fece una delle sue più grandi scoperte astronomiche quando ormai era assai vecchio ( come viene riferito da Apuleio nei Florida 18: Talete, quando ormai era assa…

La pedagogia "mummificata" non è più utile alla Scuola - di Gennaro Iasevoli

La mummificazione non è una fenomeno negativo in sé e per sé sul piano biologico, anzi, in natura, consente un sorprendente mantenimento inalterato per lunghissimi periodi di alcune componenti biologiche, pertanto applicandone il concetto alla Pedagogia potrebbe anche significare una maggiore resistenza all'usura derivata dal trascorrere dei secoli: ma se da un lato si può accennare al senso positivo di mummificazione come stabilizzazione dei processi di alterazione biologici, dall'altro non si può gradire, usando il concetto per traslato, che la pedagogia si mummifichi ovvero sia caratterizzata dall'inerzia e dalla mancanza di idee, incapace di risolvere e prevenire moltissime problematiche lamentate nelle scuole al giorno d'oggi. Calendario alla mano, si nota che sono definitivamente passati i tempi di Rousseau, Pestalozzi, Decroly, Montessori, Don Bosco, Lombardo Radice - tanto per citare alcuni pensatori - che hanno individuato e dettato le metodologie per l'in…

Aspetti psicopedagogici della valutazione - di Laura Alberico

La valutazione all'interno del processo educativo costituisce uno dei momenti più importanti per il significato che essa assume, sia per l'alunno ma anche per l'insegnante. La docimologia e' una scienza che si serve degli strumenti statistici per la valutazione su base scientifica degli esiti dell'apprendimento. Sappiamo tuttavia che la valutazione non è e non può essere solo una misurazione perché l'insegnamento rappresenta una relazione tra l'alunno e il docente che pone in essere gli aspetti psicologici della comunicazione. Ogni apprendimento e' facilitato se il soggetto conosce i risultati che ottiene e questo lo dimostrano le curve di apprendimento che sono predisposte all'occorrenza. In questo contesto l'insegnante non fornisce un giudizio di valore e l'alunno ha la possibilità di confrontarsi in relazione alle proprie prestazioni e a quelle del gruppo classe, inoltre può prendere coscienza di quanto gli viene richiesto cioè il livell…

Poesia di Pasqua 2017 - di Francesco Lena

Pasqua 2017 Con la primavera c’è una fantastica atmosfera per festeggiare la Pasqua, le colline sono in fiore, nell’aria si sentono i profumi, la natura si è risvegliata, tutto bello da ammirare. Il sole fa sentire il suo calore, la sua luce ci illumini per essere rispettosi della terra, con le nostre azioni, che è la nostra bella casa, dei nostri figli e delle future generazioni.. la colomba con il suo rametto d’olivo, ci aiuti a costruire nella vita vittorie che ci uniscono, nella solidarietà, il vento spazzi via l’indifferenza per far prevalere l’impegno, di una cultura di pace, importante priorità. La Pasqua illumini gli scienziati nelle loro ricerche e invenzioni, per costruire e trovare, strategie per portare la pace in tutto il mondo, questa sarebbe l’arma vincente da progettare. Vorrei una Pasqua, dove buttiamo via tutte le armi di distruzione, per ricominciare tutti ad amare, le persone, i fratelli, il diverso, il vicino, sarebbe la più bella cosa da fare. Ci vorrebbe una be…