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Visualizzazione dei post da dicembre 13, 2015

Il proemio del Convivio di Dante

Convivio, I 1. Sì come dice lo Filosofo nel principio de la Prima Filosofia, tutti li uomini naturalmente desiderano di sapere. La ragione di che puote essere ed è che ciascuna cosa, da providenza di propria natura impinta è inclinabile a la sua propria perfezione; onde, acciò che la scienza è ultima perfezione de la nostra anima, ne la quale sta la nostra ultima felicitade, tutti naturalmente al suo desiderio semo subietti. 2. Veramente da questa nobilissima perfezione molti sono privati per diverse cagioni, che dentro a l’uomo e di fuori da esso lui rimovono da l’abito di scienza. 3. Dentro da l’uomo possono essere due difetti e impedi[men]ti: l’uno da la parte del corpo, l’altro da la parte de l’anima. Da la parte del corpo è quando le parti sono indebitamente disposte, sì che nulla ricevere può, sì come sono sordi e muti e loro simili. Da la parte de l’anima è quando la malizia vince in essa, sì che si fa seguitatrice di viziose delettazioni, ne le quali riceve tanto inganno che per …

Le Epistole di Dante

De Monarchia di Dante

Il Convivio di Dante

De vulgari eloquentia di Dante

Amore e morte. Tancredi uccide Clorinda

XLIX.
     Sola esclusa ne fu, perchè in quell’ora Ch’altri serrò le porte, ella si mosse: E corse, ardente e incrudelita, fuora A punir Arimon che la percosse. Punillo; e ’l fero Argante avvisto ancora Non s’era ch’ella sì trascorsa fosse: Chè la pugna e la calca e l’aer denso Ai cor togliea la cura, agli occhj il senso.
L.
     Ma poi che intepidì la mente irata Nel sangue del nemico, e in se rivenne, Vide chiuse le porte, e intorniata Sè da’ nemici: e morta allor si tenne. Pur veggendo ch’alcuno in lei non guata, Nov’arte di salvarsi le sovvenne. Di lor gente s’infinge, e fra gl’ignoti Cheta s’avvolge; e non è chi la noti.
LI.
     Poi, come lupo tacito s’imbosca Dopo occulto misfatto, e si desvia: Dalla confusion, dall’aura fosca Favorita e nascosa ella sen gía. Solo Tancredi avvien che lei conosca. Egli quivi è sorgiunto alquanto pria; Vi giunse allor ch’essa Arimone uccise: Vide, e segnolla, e dietro a lei si mise.
LII.
     Vuol nell’armi provarla: un uom la stima Degno, a cui sua virtù si paragone. Va gira…