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Visualizzazione dei post da 2017

16 Il tempo ciclico come figura del movimento (ultimo su Platone).

Alla fine del post precedente ho ricordato l'ultima fase della lunga esperienza di vita di Platone, nato in una città che si era deliziata del mito del suo passato eroico (la vittoria contro i Persiani), che aveva abusato della sua egemonia sui suoi alleati, che si era lasciata prendere dall'idea di superpotenza, che era quindi caduta vittima di lotte intestine da cui non si era mai più del tutto rialzata e che ormai presagiva la fine del piccolo universo tutto greco di cui era stata parte tanto attiva e determinante. Con questo ultimo post vorrei concludere la mia serie raccontando come Platone ha voluto donare al destino transeunte delle cose del mondo la sua ultima grandiosa immagine racchiudendolo entro una cornice di corrispondenze segrete e restituendogli la bellezza delle amate proporzioni perfette.


Teniamo presente la seguente premessa e riserva nell'affrontare il tema affascinante di questo post: in più parti della Repubblica, Platone aveva fatto un'asprissim…

15. Il tempo storico e l'inevitabilità del deterioramento

«Posto che, pare, esistono tre piaceri, uno legittimo e due spuri, il tiranno, dopo aver violato il confine di quelli spuri ed essere fuggito dalla legge e dalla ragione, convive con piaceri servili che gli fanno da guardie del corpo» Libro IX, Repubblica Con questo post vorrei rilevare alcune somiglianze e differenze tra i tre Dialoghi politici di Platone prima di inserirli nella prospettiva più vasta che per il loro tema comune (l'inevitabile deterioramento di tutte le forme di governo storiche) Platone gradualmente concepì. Tale sarà l'argomento del mio post finale, rispetto al quale questo rappresenta una dovuta premessa.
Abbiamo detto che Platone sembra mostrare, dopo aver scritto la Repubblica, un interesse più rivolto verso i problemi concreti. Ho quindi proposto di leggere i tre Dialoghi più teoretici (Parmenide, Teeteto e Sofista) intanto come testi didattici scritti (anche) per mostrare come deve essere educato il Filosofo - figura alla quale poi Platone non ha mai …

14. La Città ideale come felice luogo di realizzazione dei suoi cittadini (Repubblica)

In questa mia panoramica dell'opera e del pensiero di Platone sono partita da una chiave di lettura letteralmente piuttosto "terra terra", cercando di mantenere fermo un presupposto più semplice ed alla nostra portata: vedere questo autore innanzi tutto come un uomo che cercò, in un mondo privato di appigli più tradizionali ai quali ancora il suo maestro Socrate in parte era legato, nuovi fondamenti su cui basare il comportamento morale dell'individuo che gli restituissero un senso di appartenenza alla sua comunità ed alla realtà circostante in generale. Questa prospettiva non è innovativa e, soprattutto, non è esaustiva, poiché all'interno delle linee generali che suggerisce rimangono più che aperti altri temi, prospettive di analisi, problemi di esegesi, di interpretazione, di evoluzione del pensiero e di una sistemazione cronologica di ogni singolo testo rispetto agli altri. Ciò nonostante, il tema della felicità umana a molti sembra essere un elemento di fon…

13. I Dialoghi teoretici: frutto di una segreta disillusione o rimando a qualcos'altro? (2)

Siamo quindi giunti ad una fase tarda della vita di Platone. Da decenni, dicevamo nel post precedente, ha aperto l'Accademia, che attrae ormai menti brillanti da tante parti del mondo greco: alcuni giovani studiosi vi entravano per motivi di formazione e vi si trattevano poco tempo; altri vi rimanevano per anni, diventando a loro volta maestri delle varie discipline scientifiche, matematiche e logico-dialettiche che vi si insegnavano/praticavano/sperimentavano tramite il confronto. Nell'Accademia non vige alcun rapporto di sudditanza intellettuale, ciascuno è invitato e stimolato a dire la sua: gli stessi punti di vista del fondatore sono quindi oggetto di discussione, critico esame, obiezione. Forse Platone è stanco, soprattutto dopo il suo ultimo tentativo a Siracusa; forse invece no: i critici ne hanno un'immagine totalmente diversa a seconda di come lo leggono. In ogni caso, sta invecchiando: immaginiamocelo 60 anni; ne vivrà altri venti e continuerà a scrivere. Compon…

12. Il ritorno dall'Unità alla Molteplicità: una discesa problematica (1)

Se partiamo dall'ipotesi che tutta la ricerca di Platone abbia avuto il senso di trovare una spiegazione e, contemporaneamente, una chiave di soluzione al problema del crollo e del caos del mondo in cui era nato e da cui era stato circondato fino ed oltre la morte di Socrate, con la Repubblica, come vedremo meglio nel post finale di questa serie, una visione comprensiva (dell'uomo e della vita) sembra trovata. La mia ipotesi di lavoro è di leggere quindi quest'opera come il grande spartiacque che segna un cambiamento in Platone. Tutti i Dialoghi che tratterò d'ora in poi sono stati certamente scritti DOPO di ed in relazione ad essa, che presuppongono. Si deve dare notizia preliminare della divergenza di interpretazioni del periodo di produzione finale di questo grande autore. Cercherò di essere schematica.


            Negli scorsi post avevamo lasciato Platone entusiasta della sua dottrina delle Idee, alla quale era pervenuto sulla scia dell'istanza di natura pret…

11. Il Mondo delle Idee (2)

Proseguendo il discorso iniziato nel post precedente (10), dopo aver distinto il piano della Verità suprema, ci accingiamo qui a discutere l'ardua questione delle Idee platoniche. Chiariamo intanto il rapporto tra piano materiale (del sensibile= percepito attraverso i sensi) e piano delle Idee (dell'ultrasensibile, concepito attraverso il pensiero) per chiarire intanto la loro funzione: il piano più basso della realtà, riferito al mondo materiale dove ciò che nasce e cresce (per i viventi presi individualmente), o ciò che semplicemente si forma (per le cose), è destinato prima o poi a corrompersi ed è in continua trasformazione. Come avevano rilevato tutti i filosofi precedenti, per il motivo della sua natura fugace e per il motivo della natura fallace e soggettiva del nostro sistema sensoriale, esso non può essere preso come riferimento di una conoscenza che si dica "vera". Ciò che noi conosciamo può solo riguardare una realtà stabile; il modo in cui pervenizmo all…