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2. La potenza del desiderio di ciò che non si ha - leggendo il Simposio di Platone - di Cristina Rocchetto

Oggi propongo un altro percorso di lettura e riflessione, che può in realtà aprire le porte alle varie tematiche che questo Dialogo platonico abbraccia - per esempio il tema dell'omofilia, tradotto anche come omosessualità, lì dove però Platone non si ferma al piano sessuale di una relazione tra amanti dello stesso sesso; oppure il tema del simposio e del suo ruolo culturale in una Grecia antica priva di televisione, con qualche costosissimo rotolo di papiro da leggere in privato, ma soprattutto portata alla vita sociale tra pari dello stesso sesso. Io mi sento ormai personalmente affascinata soprattutto la riflessione sulla distinzione tra desiderio inteso come desiderio di migliorarsi, completarsi, e mera brama per le cose che non si hanno ma che si vogliono in nostro possesso (essere o volere... ;-) ); interessante l'aspetto della nostalgia di ciò che manca ed a cui si anela come stimolo creativo; un po' meno, ormai, per quel che mi riguarda, il discorso del desiderio dell'altra metà, ma le fasi della vita sono diverse e varie, sicuramente qualche anno fa questa tematica aveva un'altra valenza anche per me, oggi la ha per mio figlio. Ciò non toglie che il mito dell'androgino sia bellissimo e meritevole di essere ascoltato (il prof. Cicero, nel primo link, lo leggerà).

Qui però non desidero parlare io, ma introdurre la mia proposta nello stile dell'ultimo post, lasciando posto alle parole di altri. Quindi, segnalo:

1) come introduzione all'opera in generale, una presentazione del testo del mancato Prof. Giovanni Reale, sui cui testi molti di noi si saranno trovati a preparare qualche esame di Filosofia antica. Il Professore era/è uno stimato esponente dell'interpretazione "metafisica" di Platone, della sua Dottrina delle Idee e della "dottrina non scritta", uno dei percorsi che, tempo permettendo, avrei in mente di proporre qui. Al di là di questa linea interpretativa più o meno condivisibile, il Prof. Reale rimane uno studioso del pensiero platonico da ascoltare. Accanto alla sua esposizione, ci sono le belle letture espressive di due parti dell'opera che aiuteranno senz'altro ad incuriosirsi sul testo platonico:

2) Nel 1989, il regista Marco Ferreri ha tratto da questo Dialogo il suo film "Il Banchetto di Platone", che la Rai ha anche trasmesso, ma di cui io trovo lo streaming solo in links che si presentano come dubbi e che non me la sento di segnalare (fate pure una ricerca autonoma). Per avere un'idea, indico il link di YouTube (https://www.youtube.com/watch?v=uhYWihYWk0E) del dialogo tra la sacerdotessa Diotima e Socrate, che poi sarebbe quello avvolto da un'atmosfera mitica, bellissimo, che il Prof. Reale dice di aver voluto far leggere, ma che era troppo lungo.

3) aggiungo qui il contributo del Prof. Galimberti, di cui apprezzo moltissimo alcune idee ed associazioni, nonché la preparazione culturale, ma che mi lascia personalmente sempre un po' perplessa e diffidente. In ogni caso stimolante, segnalo qui la sua interpretazione: https://www.youtube.com/watch?v=3_c1BcSGW3o&t=2572s

4) Per chi volesse avvicinarsi a questo punto alla scoperta ed alla lettura diretta del testo platonico, ecco qui il Dialogo online: http://www.libreriafilosofica.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/12/platone_simposio_pdf.pdf


Cristina Rocchetto

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