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Visualizzazione dei post da giugno 29, 2017

7. L'immortalità delle anime alate

Nello scorso post abbiamo imparato che Platone parlò dell'esistenza di un'anima, nell'uomo, in quanto parte ingenerata ed immortale, quindi eterna ed incorruttibile, sede di quella facoltà complessa che genera, se debitamente educata, il pensiero razionale e le sue conclusioni vere o anche solo verosimili. Il concetto di anima è quindi uno dei concetti cardine di tutto l'edificio del pensiero platonico, indipendentemente dal numero di piani o dimensioni che ad esso si attribuisce: è solo in quanto anima/pensiero che l'uomo può emanciparsi dal piano dell'impura materialità ed elevarsi a quello della realtà superiore, facendo filosofia per l'appunto.


Tale concetto (di anima) è espresso o presupposto dovunque, nell'opera platonica, ma qui io richiamerò (senza affidarmi qui ad un criterio cronologico) tre dei Dialoghi in cui il discorso sull'anima raggiunge anche letterariamente i suoi punti più alti. Si tratta di opere tutte rientranti nel gruppo dei D…

6. Platone ed il desiderio di vedere "oltre"

Nel post 2, dedicato ad Eros come démone del desiderio che fa tendere l'uomo verso la Bellezza (che è legata anche alla Giustizia, alla Bontà eccetera), ho accennato un punto importante: esiste nell'anima dell'uomo una forza connaturata che, se attivata da ciò che nel mondo è bello (= "partecipa all'Idea della Bellezza"), ispira e spinge l'uomo verso quel principio (il "Bello in sé"), secondo il quale, più vi si avvicina, più si plasma. Questo è quello che abbiamo letto nel Simposio per l'appunto. Poiché però il desiderio comincia e si potrebbe fermare alla mera volontà di possedere cose belle (corpo della persona amata incluso), Platone aveva già lì distinto i diversi stadi del desiderio, concentrandosi poi in altri Dialoghi (per esempio nel Fedro) al superiore desiderio di sapienza che caratterizza i filosofi.


Si notino qui due presupposti fondamentali del pensiero platonico: che esista una sostanza immateriale chiamata "anima" e…

5. Panoramica generale della produzione platonica

Attraverso i primi quattro post di questa serie, ho cercato di introdurre la persona di Platone innanzi tutto contestualizzando storicamente il periodo della sua nascita e formazione (post n. 1, sulla crisi politica interna ad Atene nel corso e subito dopo la guerra del Peloponneso); con i post 3 (che accenna alle diverse e contrastanti interpretazioni sul suo pensiero politico: autoritario, utopico o realistico?) e 4 (sulla morte di Socrate), ho seguito una linea di analisi che lo vede, alla soglia dei trent'anni, partire dall'esperienza diretta dello scombussolamento socio-politico che vedeva attorno a sé e da quella della scandalosa ed ingiusta condanna subita dal suo maestro per sentire una straordinaria esigenza di riordinare il suo pensiero e la sua visione del mondo attorno ad un quesito cardine: cosa è la Giustizia? Su quali fondamenti razionali si fonda?


Tenendo presente che nella mentalità greco antica i concetti di giustizia, bellezza, bontà, temperanza, proporzion…