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Visualizzazione dei post da luglio 6, 2017

11. Il Mondo delle Idee (2)

Proseguendo il discorso iniziato nel post precedente (10), dopo aver distinto il piano della Verità suprema, ci accingiamo qui a discutere l'ardua questione delle Idee platoniche. Chiariamo intanto il rapporto tra piano materiale (del sensibile= percepito attraverso i sensi) e piano delle Idee (dell'ultrasensibile, concepito attraverso il pensiero) per chiarire intanto la loro funzione: il piano più basso della realtà, riferito al mondo materiale dove ciò che nasce e cresce (per i viventi presi individualmente), o ciò che semplicemente si forma (per le cose), è destinato prima o poi a corrompersi ed è in continua trasformazione. Come avevano rilevato tutti i filosofi precedenti, per il motivo della sua natura fugace e per il motivo della natura fallace e soggettiva del nostro sistema sensoriale, esso non può essere preso come riferimento di una conoscenza che si dica "vera". Ciò che noi conosciamo può solo riguardare una realtà stabile; il modo in cui pervenizmo all…

10. La Verità: indicibile o solo inscrivibile? (1)

Nello scorso post abbiamo lasciato Platone alle prese con i Sofisti. Ormai uomo maturo, ritornato dai viaggi forse in Egitto e Magna Grecia, sicuramente in Sicilia, luoghi natali della scuola pitagorica e della scuola eleatica (di Parmenide e dei suoi discepoli), in procinto di fondare lui stesso una scuola ad Atene, con il Menone Platone sembra oltrepassare il limite entro cui si muoveva la dialettica socratica e, dall'assunto dell'immortalità dell'anima, pervenire al concetto di "conoscenza come reminiscenza" combinato alla visione di una Verità esistente in un "Aldilà dal mondo corporeo", una dimensione ultresensibile di immortalità ed eternità a cui appartiene anche l'anima. Tale dimensione non è espressa ovunque tramite immagini metaforiche, ma è trattata a seconda dei casi come fondamento vero o verosimile di tutto il modo con cui Platone arrivò a spiegarsi come possa l'uomo, parte di un mondo incerto ed in continuo divenire, avere certez…

9. Educare come atto d'amore e di riconoscimento interiore (Fedro)

Abbiamo visto che il problema dell'educazione delle nuove generazioni ateniesi era al centro degli interessi sia di Socrate che di Platone. Vorrei, in questo post, approfondire l'argomento che troverà la sua più completa espressione nei grandi Dialoghi prettamente dedicati alla gestione dello Stato Buono: se noi vogliamo parlare di "educazione" approdando a ciò che dirà Platone nella Repubblica e nelle Leggi sulla necessità di istituzionalizzarla sotto il controllo dello Stato, non possiamo evitare di passare dal come si presentavano le cose al tempo di Socrate, da cui la riflessione di Platone partì.


Al tempo dei nostri due pensatori, la formazione culturale del bambino che lo accompagnasse sino a farne un giovane adulto non era propriamente istituzionalizzata. I figli di chi poteva permetterselo imparavano le cose basilari eventualmente con l'aiuto di un Grammatico, una specie di maestro elementare, per poi essere accompagnati da un Pedagogo, una specie di edu…

8. Lontano dai Sofisti, alla ricerca della misura di tutte le cose

Dalla riforma detta democratica di Clistene (565-492 a.C.), tutti i cittadini liberi di Atene erano stati suddivisi in 10 tribù; ciascuna tribù era costituita da 3 trittìe (abbiamo quindi un totale di 30 trittìe), ciascuna formata a sua volta da vari demi distribuiti nei 3 distretti regionali (urbano, dell'interno e della costa). In tutto, i demi erano circa 150. Ogni giovane apparteneva ad un demo per nascita, ma vi era ufficialmente registrato al compimento del 18°anno di età con una cerimonia di solenne giuramento. Quando si parla di "democrazia ateniese" si intende più propriamente il fatto che all'Ecclesìa, l'Assemblea popolare (= dei demi), erano invitati a partecipare tutti i cittadini (maschi, liberi) del territorio. Ogni tribù annualmente sorteggiava 50 rappresentanti che andavano a far parte del Consiglio dei 500 (Bulè). Il fine di Clistene era stato quello di spezzare il potere tradizionale a base regionale delle fratrie (che invece raccoglievano fami…